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Festività natalizie: sì alla frutta secca senza sensi di colpa

frutta secca

Le festività natalizie con il cenone della Vigilia, i cesti regalo di frutta secca, il pranzo di Natale, le cene  per salutare amici e parenti sono arrivate.

Difficile essere a dieta in queste giornate, ma come fare per non vanificare i sacrifici fatti finora?

Ciò che cerco sempre di insegnare ai miei pazienti è equilibrio e ascolto. Probabilmente il motivo per cui ci si “getta” sul cibo durante le festività è proprio il concetto di “sacrificio”.

L’alimentazione dovrebbe essere qualcosa di semplice, intuitivo e che rispecchi i nostri desideri e bisogni fisiologici.

La privazione non porta da nessuna parte, se non in circoli viziosi.

 

Ci rivela una ricetta sana e salutare per queste festività?

 Io adoro le zuppe di legumi e cereali, soprattutto in inverno, misto di fagioli, lenticchie, farro e rosmarino, ADORO! E poi non mi faccio mai mancare la frutta secca!

 

Quindi, possiamo trascorrere sereni queste festività, anche a tavola e concederci le tavolate di frutta secca

Io vengo dal Sud, e da me a Natale c’è “o’ spassatiemp’ e’ Natale” ovvero il passatempo di Natale, in cui la frutta secca viene vista un po’ in un’ottica di alimentazione passiva. Per quanto sia amante delle tradizioni, non credo sia una pratica da fare tutti i giorni.

Le festività Natalizie durano comunque diversi giorni, la frutta secca è un alimento ricco di lipidi, seppur insaturi ma si tratta di alimenti con una densità calorica elevata, per cui è necessario porre l’attenzione alle quantità e frequenze di consumo. 

Quindi si alla frutta secca a tavola ma con parsimonia! 

 

In questo periodo dell’anno il nostro peggior nemico è la bilancia. E invece sbagliamo.  É vero che il peso non è importante? Ci spiega perché?

Il peso è un valore che non tiene conto di tutta una serie di fattori, la composizione corporea ad esempio.

 

Non definisce lo stato di salute di una persona?

SNI. Il peso viene spesso associato all’altezza attraverso il calcolo del BMI (Body Mass Index). 

Dalla sua invenzione, il BMI è diventato progressivamente uno strumento diagnostico per valutare il peso di un soggetto e la sua posizione rispetto a quello “normopeso” statisticamente associato al minor rischio di ammalarsi di patologie

metaboliche (e non solo).

 

Di cosa tiene conto il BMI?

Di peso e altezza.

 

Di cosa non tiene conto?

Di tutto il resto.

 

E perché il peso non dovrebbe essere il centro dei nostri pensieri? 

PERCHÈ CI SONO MIGLIAIA DI FATTORI CHE LO INFLUENZANO, SOPRATTUTTO LA GENETICA.

Il peso non è la risultante di un’equazione esatta, non dipende solo da quanto si mangia e quanto si consuma.

 

Sappiamo che la salute si cura anche a tavola e infatti nel 2010 l’UNESCO ha inserito la dieta mediterranea fra i patrimoni immateriali dell’umanità.

Insieme ai legumi, la frutta secca costituisce la fonte proteica preferenziale della piramide alimentare mediterranea. 

Inoltre uno studio sull’associazione tra l’adesione alla dieta mediterranea nelle donne di mezza età e il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson in età avanzata ha dimostrato che chi non seguiva questo “stile di vita” aveva un rischio doppio di sviluppare la malattia.

Ma a tavola, cosa bisogna fare per seguire la dieta mediterranea?

 

Basta seguire le indicazioni della Piramide Alimentare, ispirata alla Dieta Mediterranea! Eccola:

 

 

Il suo approccio con i pazienti è molto empatico e simpatico. Ma bisogna dare necessariamente delle regole ai pazienti?

Più che regole sono indicazioni, il mio approccio è principalmente basato sull’educazione, non sul regime. Uno degli aspetti fondamentali di qualsiasi percorso è la spontaneità nel seguirlo, con la consapevolezza del fatto che ci siano alti e bassi. 

 

Quali sono quelle fondamentali da seguire? può farci un elenco preciso?

Ci sono “trucchetti” che lei consiglia?

Il nostro corpo ci invia dei precisi segnali fisiologici di fame e sazietà, e sono quelli che ci indicano quando e quanto mangiare. Talvolta risulta difficile ascoltarli perché si viene sovrastati da emozioni o da desideri alimentari repressi, per cui ci si ritrova ad abusare di alcuni alimenti considerati “proibiti” e talvolta si supera di gran lunga il reale senso di sazietà. Imparare ad ascoltare questi segnali è fondamentale per stabilire un rapporto sereno con il cibo. 

In linea di massima è consigliabile trovare la propria routine alimentare in modo che il corpo si abitui ad un “orologio biologico”, oltre a questo è utilissimo fare spuntini per mantenere costanti i livelli di glucosio nel sangue e non arrivare AFFAMATISSIMI al pasto successivo.

 

E se si sgarra?

Che brutta la parola “sgarro”. A me non piace e non la utilizzo mai.

La convivialità fa parte di uno stile di vita SANO perché la salute non è solo fisica ma è anche psicologica e sociale. 

Non è uno sgarro, è un pasto fuori, un compleanno, una cena con gli amici.

Un momento speciale ☺️

Nel nostro caso, la frutta secca in compagnia dei parenti per il Natale!

 

Fonti e approfondimenti:

Yin W, Löf M, Pedersen NL, Sandin S, Fang F. Mediterranean Dietary Pattern at Middle Age and Risk of Parkinson’s Disease: A Swedish Cohort Study. Mov Disord. 2020 Oct 20. doi: 10.1002/mds.28314. Epub ahead of print. PMID: 33078857.

http://www.nutrition-foundation.it/notizie/dieta-mediterranea-e-malattia-di-parkinson–uno-studio-di-coorte-conferma-il-ruolo-neuroprotettivo-del-modello-mediterraneo.aspx

 

 

 

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